24/03/14

Organizzare casa: Un sacchetto porta giochi!



Le mie pulizie di Primavera sono ufficialmente iniziate!
E qualcosa mi dice che non sono l’unica cisto che mi è capitato di leggere in più e più blog di decluttering, eliminazione del superfluo e così via.
Sarà che in casa nostra sentiamo di aver bisogno di più spazio, sarà che siamo alla ricerca di un po’ di leggerezza ma la voglia di ordine mi sta spingendo a eliminare, liberare, ripulire!
Ecco il primo progetto per aiutare Toti (e non solo lui…) a tenere in ordine la sua cameretta, un sacchetto porta giochi dotato di finestra, per poterli cercare senza difficoltà quando servono!
Il progetto è davvero semplice ma io lo trovo utilissimo, spero lo sia anche per voi!

Cosa serve:
-        -  Stoffa (nel mio caso un vecchio lenzuolo)
-         - Un pezzo di tovaglia di plastica trasparente
-         - Filo
-         - Cordoncino

Per prima cosa ritagliate un bel rettangolo tenendo la stoffa. La dimensione dipende dai giochi che ci dovranno entrare… Per esempio, io ne ho fatto uno per i giochini di Pepe lungo 50 cm e largo 38 (già comprensivo di orli) e un altro più piccolo per metterci tutta una serie di pupazzetti di Toti che non avevano “una casa”.
Ricordatevi di tagliarlo lungo il doppio, perché poi andrà piegato a metà per fare il sacchetto (cioè lungo 100 cm se volete un sacchetto da 50)!




Poi ritagliate un rettangolo si plastica, anche in questo caso scegliete tranquillamente la grandezza della finestrella. La mia è 15 x 15 cm.




Appoggiate il mezzo del rettangolo di plastica a 16 cm dal bordo laterale e a 10 cm dal bordo superiore. Puntate con gli spilli o imbastite.




A questo punto, per cucire la plastica bisogna usare un semplice trucchetto. 



Appoggiate della carta velina tra il piedino della macchina da cucire e la plastica, in questo modo scorrerà senza problemi. Se non avete la carta velina o siete rimaste senza (come me!) potete usare un foglio di quei volantini pubblicitari che vi riempiono le cassette delle lettere! La carta è leggera al punto giusto!!


Una volta cucita la finestrella, la carta si strapperà senza problemi!


Girate il sacchetto sul diritto e ritagliate la finestrella. Io ho usato una forbice taglia-campioni per un effetto più "decorativo" ma si può usare anche la forbice normale. In questo caso potreste usare una cucitura a zig zag per fissare la finestrella, in modo da essere certe di evitare sfilacciamenti della stoffa!




Ecco la vostra finestrella per sbirciare i giocattoli!




A questo punto piegate in due il rettangolo e cucite i due lati che vi rimangono aperti lasciando un orlo di 1,5 cm.



Poi piegate il bordo superiore di 2,5 cm e cucite a 0,5 cm. 



Non cucite tutto, lasciate un apertura di 2-3 cm che servirà per far passare il cordoncino per chiudere il sacchetto.



A questo punto, usando una spilla da balia, infilate il cordoncino nell’orlo superiore e…
Ecco il vostro sacchetto porta giochi!



A prestissimo con un altro progetto utile alle nostre Pulizie di Primavera!

















18/03/14

Progetti Primaverili: Un cestino per il pane!



Mancano tre giorni all’inizio ufficiale della Primavera, ma qui dalle mie parti sembra sia scoppiata addirittura l’Estate!
Fa caldo al punto da mettersi in maniche corte, il sole è meraviglioso e la voglia di fare si è quintuplicata!
Che meraviglia!
Non pensate sia meraviglioso passeggiare e vedere la Natura che si risveglia? Ieri Toti ha esclamato felice: “Guarda mamma, è tutto fiorito!!!”.
Comunque, tra i vari obiettivi di auto-produzione che mi sono posta nell’ultimo anno rientrava anche il pane.
Ho avuto la fortuna di ricevere in dono una pasta madre antichissima, con una lunghissima storia alle spalle caratterizzata dalla presenza di meravigliosi panificatori.
Così è iniziata la mia avventura nel meraviglioso mondo del pane, che devo dire mi da grandi soddisfazioni!
La grossissima differenza tra il pane fatto in casa e quello bianco acquistato è il fatto che resta fresco per quasi una settimana e che riempie la pancia in maniera diversa. Infatti si dice che non tutti gli alimenti abbiano la stessa capacità di “saziare”. Devo dire che ho capito cosa si intende proprio dopo aver iniziato a fare il pane in casa.
Così è nata la necessità di avere un posto dove riporre le mie pagnotte. Serviva un contenitore bello, che desse energia e non che la togliesse,
così ecco il mio nuovo cestino.

Il cestino arriva da un negozio di prodotti "equo-solidali"...



Una stoffa a quadrettini sul bordeaux per il centro abbinata a un tessuto con lo sfondo color corda e un disegno di cuori e cupcakes.



Un bordino per rifinirlo.



E dei tagli per i manici.




Ora manca solo il pane…ma è già in forno!










04/03/14

Costumi di Carnevale Fai da Te: L'astronauta



Oggi è martedì grasso!
Ultimo giorno ufficiale per il Carnevale. Tranne che per il nostro paesino e tutti quei comuni che appartengono al rito “Ambrosiano”. Già, perché per noi il Carnevale si concluderà ufficialmente sabato. Quattro giorni in più per mangiare chiacchiere e frittelle!
La tradizione vuole che il vescovo Sant'Ambrogio fosse impegnato in un pellegrinaggio e avesse annunciato il proprio ritorno per carnevale, per celebrare i primi riti della Quaresima in città. La popolazione di Milano lo aspettò prolungando il carnevale sino al suo arrivo, posticipando il rito delle Ceneri.
Così, per tutti coloro che sono ancora in pieno mood carnevalesco pubblico il costume scelto quest’anno da Toti, come avevo già anticipato quando ho pubblicato il post sul cappellino da alieno per il piccolo Pepe.
Per il nostro astronauta ho preso una giubba da lavoro bianca (tipo quelle da imbianchino, per intenderci) fatta in quello strano tessuto che sembra quasi carta, saltata fuori dagli armadi senza fondo della NonnaTella.
Siccome era davvero gigantesca abbiamo tagliato le maniche e una striscia sul fondo per accorciarla.


Poi, per renderla utilizzabile ho misurato circa 15 cm dal polso (dove c’era l’elastico) e, dopo averlo tagliato, l’ho riattaccato alla parte superiore della manica. Ho dovuto fare delle pinces sulla parte superiore delle maniche poterla far coincidere con la larghezza della parte inferiore (che aveva una circonferenza minore).


Ho fatto la stessa cosa con la giubba, riattaccando una striscia di tessuto di circa 7 cm, a partire dall’elastico.


Devo dire che in questo modo ho bloccato la zip che non si poteva più aprire fino in fondo, ma in realtà il giubbino si infila agevolmente dai piedi!
A questo punto abbiamo dipinto la bandiera italiana (delimitando i rettangoli con lo scotch di carta ha fatto tutto Toti da solo) e aggiunto qualche dettaglio: dei tappi di bottiglia colorati per gli attacchi dei tubi della respirazione...


Il simbolo della NASA e un’etichetta con nome (fatta con un fantastico nastro adesivo di alluminio che pare proprio metallo).


Poi abbiamo fatto una cintura con un pezzo di elastico bianco a cui abbiamo attaccato due taschine (che non si sa mai cosa potrebbe servire nello spazio intergalattico...!)


Per il casco abbiamo gonfiato un palloncino e poi lo abbiamo ricoperto tutto con striscioline di fogli di giornale e colla vinilica mischiata ad acqua. Dopo tre strati abbiamo bucato il palloncino e lo abbiamo staccato. Non ho immagini di questa parte del lavoro, ma credo che sia un procedimento che tutti conoscono (se invece non fosse così chiedete pure chiarimenti!)
Abbiamo dipinto il casco di bianco e poi aggiunto anche in questo caso un po’ di dettagli, la visiera e alcune strisce metallizzate. Siccome il casco era grande e dava fastidio a Toti che non riusciva a muoversi gli abbiamo attaccato all’interno il caschetto della bicicletta! Idea geniale che lo ha trasformato in un agilissimo astronauta.



Per il Jet Pack (ovvero, per i profani come me…, quello zainetto che gli astronauti usano per spostarsi nello spazio) abbiamo usato del cartone! Una bella scatola della misura giusta dipinta di bianco e con un po’ di dettagli spaziali…gli indicatori di ossigeno e carburante, 



fiamme che escono dai razzi laterali (fatti con bottiglie di plastica ricoperte di carta stagnola) tubi vari e strisce argentate.



Ho cucito due strisce di stoffa per fare gli spallacci, infilati in due fessure sul retro del Jet Pack.



Il risultato è stato davvero fantastico - almeno secondo noi!




Ma sapete cos’è la cosa  migliore? 
Vedere tuo figlio entusiasta per un Jet Pack di cartone fatto con le sue mani insieme a quelle di papà e guardarlo sfrecciare a tutta birra per il salotto 
perché: “Io volo, vero mamma?!”